“L’Animazione come una partita di Calcio”

Ogni stagione la paragono a un campionato di calcio, premetto che non sono un fissato del pallone, ma il paragone potrebbe reggere benissimo con il mio lavoro. Ogni giorno della stagione giochiamo una partita, i miei ragazzi sono i giocatori, divisi per settore, in difesa i tecnici, al centrocampo fitness e mini club all’attacco i contattisti, io posso considerarmi l’allenatore sempre attento ad eventuali cambi o modifiche da effettuare in corsa, in tribuna a guardarci dall’alto il capo della nostra agenzia. Il nostro obiettivo è arrivare a fine campionato, a fine stagione e vincere battendoci costantemente contro le sfide che si presentano ogni giorno.

Perché ho scritto questo? Ogni stagione cambio la mia rosa, non è semplice iniziare sempre tutto da capo e insegnare spesso le stesse cose a tutti.

Non vi nascondo che spesso capita l’inverso e sono io che imparo dai miei ragazzi (a loro insaputa) questo succede in tutti i lavori ma pochi responsabili hanno il coraggio di ammettere che impariamo dal “novellino” fino al mostro da palcoscenico.

Quest’estate ho avuto tantissime soddisfazioni e tutto questo lo devo al grande lavoro di squadra che è stato fatto. Non amo svelare tutti i segreti del mio lavoro ma qualche segreto lo posso scrivere, può sembrare banale, persino scontato, ma parte del successo del lavoro di squadra lo devo al saper ascoltare ogni singola aspettativa e sogno di tutti quanti, da li seguono compiti che risultano appaganti in quanto sono parte dei loro sogni.

Ora tutto il mio gruppo è tornato nella vita quotidiana, e ogni volta che torno a casa dopo una stagione puntualmente mi capita di andare al bar prendere un caffè e uscire senza pagare, d’accordo il caffè lo dovevo pagare, ma vai a spiegare al barista incazzato che in villaggio non lo pagavo! Mi capita di salutare tutti quanti e la gente a malapena ricambia il saluto, ma ci avete mai fatto caso che nella maggior parte dei casi, per esempio in ascensore, non parliamo con nessuno e a volte abbiamo persino il timore di guardare in faccia chi ci sta affianco senza rivolgergli neanche un ciao? Quando vedo una bambina le dico “Ciao Principessa!”, la bambina mi guarda come fossi un alieno sceso da chissà dove, e pensa dentro di se, ma mi ha salutato? Parla con me? è un umano questo? Ma prova un piacere mischiato ad imbarazzo, vi chiedo quindi per favore di salutare tutti i bambini, per loro è importante, insegniamo loro l’educazione, non è moralismo ma se guardaste gli occhi dei bambini capireste a cosa mi riferisco.

Parliamo dei miei ragazzi, cominciando dall’unico uomo che insieme a me ha sopportato la maggioranza femminile, Rocco una presenza di oltre 100 kg di bontà, è stato colui che mi ha accolto, infatti è arrivato prima di me, non vedeva l’ora di cominciare, era entusiasta già al telefono, umilissimo nel suo lavoro mi ha anche regalato forti emozioni dovute a suoi motivi personali.

Gaia con la sua professionalità si è dimostrata un’ottima coreografa che ha emozionato noi e gli ospiti in villaggio. E’ raro trovare una coreografa soddisfatta del suo lavoro, il loro mestiere è garantire delle prime serate da standing ovation e se anche questo accade, loro si rimettono a lavoro per migliorare ancora qualcosa. È stata sempre vicino ad ognuno di noi, forse per alcuni è stata anche un po’ una mamma. Ci sono volute più di tre settimane per farla sciogliere un pochettino, dopo abbiamo scoperto una Gaia che intratteneva noi tutti con gag esilaranti che non capivo se fossero frutto della sua demenzialità o se fosse stata contagiata dalla mia.

Claudia per tutta la stagione ha lavorato con pochi bambini, ma questo incredibilmente non ha fermato la sua carica e il suo sorriso, per questo ha tutta la mia stima, non so come abbia potuto sopportare giornate con cosi pochi bambini e riuscire ad essere sempre cosi attiva. Molti scelgono di fare dell’animatore un vero e proprio lavoro, altri lo fanno per poco e decidono di studiare o cambiare lavoro, ora lei ha scelto di continuare l’università, tornassi indietro, la farei pure io, purtroppo non ho potuto, spero comunque un giorno di riaverla nella mia squadra.

Luana è stata la mia scommessa della stagione, vinta con successo. Al telefono Luana non ha avuto un bel primo impatto con me, mi era sembrata troppo fredda e distaccata, poi dopo pochi giorni si accorse che il lavoro non faceva più per lei, e mi chiese di farla tornare a casa. Io ho un sesto senso sugli animatori, e lo azzecco spesso e su di lei avevo scommesso che sarebbe stata la rivelazione del gruppo, forse proprio perché non mi aveva convinto al telefono. Cosi è stato, senza di lei il gruppo avrebbe lavorato senza le sue perle di comicità, o alle sue brutte figure che puntualmente giungevano nei momenti più morti. Io mi son divertito tanto con lei e mi ha regalato tante soddisfazioni personali.

Con tutti i ragazzi mi continuo a sentire, con qualcuno tutti i giorni con altri un po’ meno. Quando ero un semplice animatore, quasi mai i miei capi ringraziavano tutti noi per il lavoro svolto, si prendevano quasi sempre tutti i meriti e a noi restavano solo le cazziate per i problemi giunti in corso di stagione. Avete notato come li ho chiamati? Capi, infatti il capo è questo, colui che si prende meriti e dice cosa fare e in che tempo farlo e quando gli altri eseguono, lui è li che guarda. Mi ha fatto molto piacere invece essere riconosciuto dai miei ragazzi e dagli ospiti come un leader e non come capo, questo per me significa molto, vuol dire che non sto diventando uno di quei capi che ho avuto in passato ( c’è da dire che ho avuto anche ottimi leader ) e non son sempre stato così, nel corso degli anni ho cambiato ciò che in me non funzionava e ho fatto si che ciò non si ripetesse. In villaggio m’infastidisco quando mi chiamano capo o ancora peggio boss! Volete chiamarmi per nome ok, chiamatemi Alex, volete andare d’accordo con me? Allora fate come tutti chiamatemi Zio.

In conclusione, questo campionato l’abbiamo vinto a testa alta, ora ci sono le nostre vacanze, c’è chi cambia squadra, chi sceglie di stare in tribuna ed aspettare una convocazione, chi come me si guarda le partite dell’ultima stagione per capire cosa si può ancora migliorare e insieme al nostro presidente si guarda avanti, lavorando sulla campagna acquisti del prossimo campionato.

Alex Spezzati ( Zio )

Pin It on Pinterest

Share This